Approvati fondamentali emendamenti migliorativi, al disegno di legge delega di riforma degli ordinamenti professionali

Il testo originario del DDL 1663, "Delega al Governo per la Riforma della Disciplina degli Ordinamenti Professionali", ha attribuito come noto a ciascun Consiglio Nazionale, la rappresentanza istituzionale della rispettiva categoria professionale e agli Ordini territoriali, la rappresentanza degli interessi degli iscritti. La combinazione dei due dispositivi lede gravemente il diritto degli architetti e degli ingegneri, di scegliere il soggetto al quale far rappresentare i propri legittimi interessi, che è una delle garanzie fondamentali della nostra Costituzione.

Da allora la norma ha acceso un vivace dibattito, che ha interessato trasversalmente tutto il mondo professionale e ha focalizzato una questione molto importante per il futuro delle libere professioni in Italia e per estensione, sulla effettiva facoltà di ciascun cittadino di esercitare pienamente i fondamentali diritti costituzionali alla tutela della salute, della libertà individuale, del patrimonio personale e delle trasformazioni del territorio e del lascito culturale, che tradizionalmente sono garantiti dai liberi professionisti.

Nel corso dell'esame parlamentare è però emersa con forza una responsabile impostazione, che ha ribadito la natura degli Ordini quali enti pubblici non economici, chiamati a tutelare gli interessi pubblici connessi all'esercizio professionale, con un ruolo completamente differente e incompatibile con l'attività sindacale.
Si tratta di una distinzione che, ben lungi dall'indebolire gli Ordini, al contrario, ne rafforza l'autorevolezza e la valenza istituzionale.

Gli Ordini sono così confermati come soggetti fondamentali per garantire la qualità delle prestazioni professionali, il rispetto delle regole deontologiche, la formazione e la disciplina dei professionisti, a tutela dei cittadini e dell'autorevolezza della professione.
La rappresentanza e la tutela degli interessi economici, culturali, fiscali e professionali dei liberi professionisti sono invece compito di organismi diversi: le associazioni di categoria, che quindi devono essere responsabili, forti e sempre più rappresentative.

Per questo motivo ogni professionista deve considerare questa posizione del Parlamento, come un momento di civile affermazione dello stato di diritto e dell'importanza del rispetto dei ruoli istituzionali dei diversi organismi di rappresentanza dei diversi interessi.
Bisogna dire che in questo modo, il Parlamento rafforza indirettamente anche l'importanza delle Associazioni di categoria, come ALA, non come un'alternativa all'Ordine, ma al contrario come l'espressione altrettanto necessaria degli interessi legittimi e diffusi dei professionisti, come pacificamente avviene per gli altri lavoratori italiani.
Così è finalmente sancito che Ordini e Associazioni non sono concorrenti, ma svolgono essenziali e diverse funzioni complementari. Più risulteranno chiari i ruoli dei due organismi, più sarà forte la possibilità di difendere e valorizzare le nostre professioni e di spingere in alto la qualità delle prestazioni, nell'interesse dell'intera collettività.

Bruno Gabbiani, presidente ALA