Seconda Giornata delle Libere Professioni: nuove prospettive

DEONTOLOGIA E COMPETENZE PROFESSIONALI

IL PARERE di Beatrice Cavalcante Tirocinante _ post Laurea Università IUAV di Venezia

Seconda Giornata delle Libere Professioni: nuove prospettive

Tra i professionisti emerge una direzione chiara: orientarsi al futuro.

Nuovi disegni di legge, forme più attuali di aggregazione e la necessità di superare una normativa ormai datata e complessa sono stati al centro del confronto della Seconda Giornata delle Libere Professioni. Per fronteggiare le sfide future però servono incentivi governativi e si ribadisce la centralità della cooperazione.

Alla luce del DDL 1663 sulla riforma degli ordinamenti professionali sorge spontanea una riflessione attorno alla figura dell'architetto: almeno la metà dei professionisti ritiene che oggi il loro ruolo non sia abbastanza riconosciuto a livello sociale.
Il libero professionista è un esperto qualificato su cui invece bisogna riporre fiducia. Si configura come un tecnico in grado di coordinare con autonomia e competenza molteplici aspetti tecnici, creativi, ambientali, ed economici.
Un ruolo che risulta particolarmente cruciale nelle situazioni in cui gli altri operatori economici dispongono di risorse insufficienti, oppure operano in condizioni di conflitto di interessi che mal si conciliano con delle scelte equilibrate e responsabili.

In quale contesto si collocano oggi le aspettative di un giovane architetto?
Dal momento in cui termina il percorso universitario affronta un periodo di incertezza, probabilmente dovuta ad una formazione universitaria ancora troppo distante dalle esigenze concrete della professione, e poi deve inserirsi nel mercato del lavoro con le difficoltà che caratterizzano l'attuale contesto occupazionale. Il giovane professionista deve poter contare su opportunità all'interno di contesti lavorativi strutturati.
In questo senso, le società tra professionisti, ampiamente discusse nel dibattito, possono rappresentare una possibile soluzione in linea con i più avanzati modelli europei.
Tale approccio può inoltre offrire la possibilità di competere con le multinazionali straniere, spesso avvantaggiate sul mercato in accordi quadro e appalti integrati.

Meritano attenzione anche altri temi presentati durante la giornata: il libero professionista prova insoddisfazione riguardo alle remunerazioni nei lavori privati e ancora oggi non si sente adeguatamente tutelato.
In particolare, con riferimento alle donne, studi di "REF-Ricerche" rivelano che la loro partecipazione nelle società tra professionisti risulta molto limitata, un dato che invita a riflettere sulle possibili cause, tra cui l'organizzazione del lavoro, l'accesso ai ruoli societari e le difficoltà di conciliazione tra attività lavorativa e vita privata.

Altrettanto rilevante è stato poi il confronto sui rapporti tra liberi professionisti e Pubblica Amministrazione. L'invito è a lavorare insieme, mettere da parte le divergenze per tradurre la complessità del contesto in progetti interdisciplinari di qualità.
Sono proprio queste sinergie che possono tutelare l'interesse pubblico comune, garantendo un approccio più etico e responsabile al progetto della rigenerazione urbana.

La sussidiarietà, che valorizza il libero professionista, deve tuttavia essere sostenuta da un quadro normativo e fiscale coerente.
In definitiva, la volontà di associarsi c'è, ma permangono ancora numerosi ostacoli: è necessario semplificare la burocrazia, promuovere una maggiore chiarezza normativa e rivedere alcuni regimi fiscali. Il mondo delle libere professioni chiede di valorizzare processi trasparenti e fornire strumenti adeguati a coloro che possono innescare il cambiamento: ad oggi, in Italia, manca ancora una legge sull'architettura.

Si auspica che le recenti proposte di legge quali i DDL 1112, 1711 e 1663 contribuiscano a definire un quadro culturale e strategico capace di valorizzare la professione, stimolare l'innovazione e garantire un'architettura di qualità.