ALA Assoarchitetti & Ingegneri ha patrocinato “Franco Perrotti From Object to Vision - Design for Peace"

A cura di Fortunato D'Amico

Nella mostra "Franco Perrotti From Object to Vision - Design for Peace", curata da Fortunato D'Amico, ospitata in MyOwnGallery, design, arte e artigianato convergono in un linguaggio unitario.
Superfici, luci e sedute si presentano come presenze che orientano lo sguardo e il movimento, dispositivi di relazione che attivano comportamenti collettivi. Il design e il designer assumono una responsabilità sociale che prende forma in oggetti e visioni capaci di orientare la convivenza tra i popoli. Ogni progetto diventa gesto che riconosce le differenze come valore etico e culturale, le accoglie, le rende materia attiva. L'uso delle risorse energetiche entra in una dimensione di misura, in cui il pianeta mantiene il proprio equilibrio e ogni territorio conserva la propria dignità. La pace prende corpo come costruzione condivisa, secondo i principi dei 17 obiettivi globali delle Nazioni Unite, e si sviluppa attraverso un campo di relazioni interdisciplinari che coinvolge progettisti e fruitori in una responsabilità comune verso la società.

Designer di successo, Franco Perrotti ha firmato arredi e progetti per alcuni tra i principali brand del design internazionale e ha condotto parallelamente una ricerca artistica che si manifesta in installazioni e sculture. Il suo lavoro apre questioni che riguardano dimensioni politiche e sociali, portando il progetto oltre il campo dell'uso. Elemento centrale del percorso espositivo è "Dissuader", collocato all'esterno nella Piazza dell'Arte. Un grande piccione metallico sospeso e attraversato da punte restituisce l'immagine delle barriere che regolano lo spazio urbano. Accanto a esso, una forma in legno lamellare giace a terra, introducendo una condizione di contatto con il suolo. In un ambiente attraversato da reti tecnologiche, tra droni e satelliti, l'opera richiama una presa di coscienza che appartiene al progetto e alla sua responsabilità. L'arte assume così il ruolo di pratica dell'abitare. Ogni forma diventa espressione di una coscienza che si radica nella relazione e nella condivisione. Il progetto si apre a una dimensione in cui vivere significa partecipare a un equilibrio tra individui, ambiente e cultura.

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